Spread
Maggiorazione prevista dall’offerta rispetto all’indice di mercato.
Che cos’è, in parole semplici
Lo spread è il margine, espresso normalmente in €/kWh per la luce o €/Smc per il gas, che il venditore aggiunge all’indice di mercato previsto dall’offerta. Nelle offerte variabili non coincide quindi con il prezzo completo dell’energia: è soltanto una delle componenti della formula.
Per confrontare correttamente due offerte indicizzate bisogna controllare insieme indice, spread, quota fissa di commercializzazione e durata delle condizioni. Uno spread più basso non garantisce da solo una bolletta complessivamente più conveniente.
Come funziona
- Per la luce la formula può essere PUN Index GME + spread.
- Per il gas può essere PSV + spread.
- Il risultato viene moltiplicato per i consumi fatturati; successivamente si aggiungono quote fisse, trasporto, oneri e imposte.
Esempio luce variabile
Dove si trova
Cercalo nelle Condizioni tecnico-economiche, nel Box dell’offerta o nel dettaglio della spesa per la materia energia. Controlla sempre unità di misura, eventuali fasce orarie e periodo di applicazione.
Cosa controllare prima di scegliere
- Se lo spread rimane invariato per tutta la durata
- Se l’indice indicato è PUN, PSV o un altro riferimento
- Quanto costa la commercializzazione ogni mese o anno
- Se sono previsti sconti temporanei o servizi aggiuntivi
Domande frequenti
Spread zero significa energia gratis?
No. Significa che il venditore non aggiunge quel margine all’indice, ma restano indice di mercato, quote fisse e altre componenti della bolletta.
Lo spread può cambiare?
Dipende dal contratto. Devi verificare durata delle condizioni e modalità di rinnovo nelle CTE.
Come confronto due spread?
Usa la stessa unità di misura e considera anche quota fissa e consumo annuo. La convenienza cambia in base al profilo del cliente.